scrittura
Torno un attimo sulla questione di filologia e scrittura sacra.
Ho sempre trovato irritante e continuo a trovarlo tale e a non capire l'atteggiamento degli studiosi che prendono il Vangelo e ti dicono, sì, se va bene, in tutto questo brano, ci saranno due o tre parole effettive di un detto gesuano, il resto è opera redazionale o autoconsolatoria delle prime comunità cristiane che, nel mettere assieme (mettere assieme? Ma non è parola ispirata da Dio?), i ricordi, sistemavano le cose anche se a volte le sistemavano e a volte no. A volte le sistemavano come se tenessero conto l'uno dell'altro, a volte si contraddicevano senza farci caso. Un solo esempio. Ci sono molti accenni al fatto che il Regno di Dio sarebbe venuto subito e che la generazione che aveva visto Gesù morto sulla croce e - secondo la loro fede - risorto, non sarebbe morta prima che arrivasse. Anche se non se ne sapeva l'ora. Sappiamo come è finita. E' più di duemila anni che si sta attendendo e si sono dovute mettere toppe da Arlecchino alla teoria del Regno veniente ... era la Chiesa, era l'attesa stessa (è quello che sostengo, a volte io, che sono un cane bastardo e lambisco la loro strada ... e sai che calci!), come se ci fosse un dannato "resto" da elaborare. E' venuto a salvarci e niente è cambiato.
Insomma, il Vangelo può dire e disdire e noi lì - chi ne ha voglia - a menare scandalo o a non menarlo.
Ieri ho comperato il Corano, quello che sta ne "la repubblica". A parte che detesto i libri con la copertina rigida, ritenevo di necessitare di una copia che non fosse troppo aleatoria. Ho sbagliato: la traduzione mi sembra in un italiano a volte ai limiti dell'incomprensibile. Ma, nell'introduzione, ho trovato una risposta alla questione delle sure che si contraddicono. Pare che tra i loro studiosi valga la regola dell' "abrogante" e dell' "abrogato" nel senso che la sura più recente abroga quella più antica. E allora ho ripreso la mia copia degli Oscar Mondadori, che ha le pagine già a macchie gialle (chi diceva che le nostre biblioteche - grazie alla pessima qualità della carta - sono destinate a sicura e rapida morte? In un tempo più certo, sicuramente, di quello che riguarda il Regno di Dio? ...) e che, fra l'altro e molto ben tradotta e ricca di sostanziosi commentie sono andato a leggermi la sura da cui è tratto questo criterio. E' la 106
"Se noi abroghiamo un versetto qualunque, se lo facciamo cadere in oblio, siamo capaci di farne aparire un altro migliore o equivalente. Non ti rendi conto che Dio su ogni cosa è onnipotente?"
Capito, vero? E' Dio che parla. E un Dio così spiritoso non mi era mai capitato di incontrarlo. Filologo di se stesso. Che ha delle idee ma poi gliene vengono di migliori e dice, aspetta,aspetta, su quella cosa che ti ho detto ho pensato quest'altra cosa che mi sembra migliore. Prova un po' a sentire come suona ... Resta lo scoglio basilare e contro cui si infrange la mia barca. Perché quel dio così onnipotente non ha fatto apparire il "testo" scritto nella neve e nel fuoco, essenziale, puro, incomprensibile, senza affidarsi ai rischi della scrittura umana? Forse perché ci fossero degli scrittori?
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Changez les dames.
A "Camera Caffè" stanno raggiungendo vertici di cattiveria, di ignominia, di abiezione per cui non vedo come la si possa più trattare come una sit-com sulle pulsioni represse del mondo impiegatizio. E' - tout-court - una sit-com sulla malignità - sta diventando una sorta di Villaggio+Gogol. Certo che gli autori sono - ed è la prima volta - superbi e gli attori, poi, splendidi. Sempre sopra le righe, a-naturalistici (basta vedere il ghigno-viso-rattrapito di Patty). Fra l'altro basta vedere "Will & Grace" che danno immediatamente prima o Friends che va su RAI 2 dalle sette alle otto circa, per vedere che siamo in un altro pianeta. Lì non si fa mai male nessuno. In "Camera Caffé" si menano, hanno aliti puzzolenti, scorreggiano, vanno al cesso, scopano, all'inferno ancora prima di arrivarci. Sono iper-corporali. Paolo si sistema la monopalla più spesso di quanto Vespa si conti i nei uno ad uno. Si pulisce i denti con quello che sembra un coton-fioc per le orecchiee poi chiede "vuoi?" a Luca, offrendogli il bastoncino. Pisciano nel caffé altrui. I sentimenti più forti sono l'amicizia fra Luca e Paolo e l' "amore" (seeeeeee!) tra Patty e Silvano. E - nel primo caso - l'uno è sempre pronto a fare il culo all'altro senza nessuno scrupolo - nel secondo - è un società anonima disperata.
Ho sempre fatto il tifo per Patty e Silvano ma ieri sera anche Silvano è crollato. La povera Patty gli aveva affidato dei gattini per farli adottare e lui li ha venduti ad una società che scopre essere una società di vivisezione. Segue telefonata alla società in cui si lamenta perché non gliel'avevano detto e perché non gli avevano dato i 200 euro promessi ma solo 150. Gli chiedono: li rivuoi indietro. E l'infame fa, no, no teneteli pure. Anzi. Patty gli dà un nido di passeri che ha trovato sotto il cornicione e lui telefona alla società e chiede se per caso non siano interessati anche a quel tipo di animalucci lì.
Neanche in Ellroy sono tutti così cattivi.
