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mercoledì, 01 giugno 2005
Due varie ma che non c'entrano proprio niente l'una con l'altra

Torno un attimo sulla questione di filologia e scrittura sacra.

Ho sempre trovato irritante e continuo a trovarlo tale e a non capire l'atteggiamento degli studiosi che prendono il Vangelo e ti dicono, sì, se va bene, in tutto questo brano, ci saranno due o tre parole effettive di un detto gesuano, il resto è opera redazionale o autoconsolatoria delle prime comunità cristiane che, nel mettere assieme (mettere assieme? Ma non è parola ispirata da Dio?), i ricordi, sistemavano le cose  anche se a volte le sistemavano e a volte no. A volte le sistemavano come se tenessero conto l'uno dell'altro, a volte si contraddicevano senza farci caso. Un solo esempio. Ci sono molti accenni al fatto che il Regno di Dio sarebbe venuto subito e che la generazione che aveva visto Gesù morto sulla croce e - secondo la loro fede - risorto, non sarebbe morta prima che arrivasse. Anche se non se ne sapeva l'ora. Sappiamo come è finita. E' più di duemila anni che si sta attendendo e si sono dovute mettere toppe da Arlecchino alla teoria del Regno veniente ... era la Chiesa, era l'attesa stessa (è quello che sostengo, a volte io, che sono un cane bastardo e lambisco la loro strada ... e sai che calci!), come se ci fosse un dannato "resto" da elaborare. E' venuto a salvarci e niente è cambiato.

Insomma, il Vangelo può dire e disdire e noi lì - chi ne ha voglia - a menare scandalo o a non menarlo.

Ieri ho comperato il Corano, quello che sta ne "la repubblica". A parte che detesto i libri con la copertina rigida, ritenevo di necessitare di una copia che non fosse troppo aleatoria. Ho sbagliato: la traduzione mi sembra in un italiano a volte ai limiti dell'incomprensibile. Ma, nell'introduzione, ho trovato una risposta alla questione delle sure che si contraddicono. Pare che tra i loro studiosi valga la regola dell' "abrogante" e dell' "abrogato" nel senso che la sura più recente abroga quella più antica. E allora ho ripreso la mia copia degli Oscar Mondadori, che ha le pagine già a macchie gialle (chi diceva che le nostre biblioteche - grazie alla pessima qualità della carta - sono destinate a sicura e rapida morte? In un tempo più certo, sicuramente, di quello che riguarda il Regno di Dio? ...) e che, fra l'altro e molto ben tradotta e ricca di sostanziosi commentie sono andato a leggermi la sura da cui è tratto questo criterio. E' la 106

"Se noi abroghiamo un versetto qualunque, se lo facciamo cadere in oblio, siamo capaci di farne aparire un altro migliore o equivalente. Non ti rendi conto che Dio su ogni cosa è onnipotente?"

Capito, vero? E' Dio che parla. E un Dio così spiritoso non mi era mai capitato di incontrarlo. Filologo di se stesso. Che ha delle idee ma poi gliene vengono di migliori e dice, aspetta,aspetta, su quella cosa che ti ho detto ho pensato quest'altra cosa che mi sembra migliore. Prova un po' a sentire come suona ... Resta lo scoglio basilare e contro cui si infrange la mia barca. Perché quel dio così onnipotente non ha fatto apparire il "testo" scritto nella neve e nel fuoco, essenziale, puro, incomprensibile, senza affidarsi ai rischi della scrittura umana? Forse perché ci fossero degli scrittori?

***

Changez les dames.

A "Camera Caffè" stanno raggiungendo vertici di cattiveria, di ignominia, di abiezione per cui non vedo come la si possa più trattare come una sit-com sulle pulsioni represse del mondo impiegatizio. E' - tout-court - una sit-com sulla malignità - sta diventando una sorta di Villaggio+Gogol. Certo che gli autori sono - ed è la prima volta - superbi e gli attori, poi, splendidi. Sempre sopra le righe, a-naturalistici (basta vedere il ghigno-viso-rattrapito di Patty). Fra l'altro basta vedere "Will & Grace" che danno immediatamente prima o Friends che va su RAI 2 dalle sette alle otto circa, per vedere che siamo in un altro pianeta. Lì non si fa mai male nessuno. In "Camera Caffé" si menano, hanno aliti puzzolenti, scorreggiano, vanno al cesso, scopano, all'inferno ancora prima di arrivarci. Sono iper-corporali. Paolo si sistema la monopalla più spesso di quanto Vespa si conti i nei uno ad uno. Si pulisce i denti con quello che sembra un coton-fioc per le orecchiee poi chiede "vuoi?" a Luca, offrendogli il bastoncino. Pisciano nel caffé altrui. I sentimenti più forti sono l'amicizia fra Luca e Paolo e l' "amore" (seeeeeee!) tra Patty e Silvano. E - nel primo caso - l'uno è sempre pronto a fare il culo all'altro senza nessuno scrupolo - nel secondo - è un società anonima disperata.

Ho sempre fatto il tifo per Patty e Silvano ma ieri sera anche Silvano è crollato. La povera Patty gli aveva affidato dei gattini per farli adottare e lui li ha venduti ad una società che scopre essere una società di vivisezione. Segue telefonata alla società in cui si lamenta perché non gliel'avevano detto e perché non gli avevano dato i 200 euro promessi ma solo 150. Gli chiedono: li rivuoi indietro. E l'infame fa, no, no teneteli pure. Anzi. Patty gli dà un nido di passeri che ha trovato sotto il cornicione e lui telefona alla società e chiede se per caso non siano interessati anche a quel tipo di animalucci lì.

Neanche in Ellroy sono tutti così cattivi.

Scritto da: gino tasca alle 07:38 | link | commenti (18) |


Commenti
#1    01 Giugno 2005 - 07:48
 
a latere, molto a latere:
il corano l'ho maldestramente perso, in edicola. ma se è una cattiva edizione lo comprerò, poco male.

per quanto riguarda i programmi televisivi che segue, signor gino, le piacciono wallace & gromith? quel cartone animato di plastilina, inglese... cane e padrone.
(è bellissimo, quasi surreale)
se non l'ha mai visto perché passa poco in tv, mi permetteri di affittare un video breve, magari.
a me non piacciono quelle robe moderne finto sit-com.
mi sembra tempo perso, e poi ho paura di diventare stupida a guardarne troppi.
esatto, diventare.

metto la faccina, và :)
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#2    01 Giugno 2005 - 07:50
 
cioé, io mi permetterei di consigliarle di affittare.. ecc....
non è che glielo affitterei io, il video.

(il rincoglionimento si espande anche in fase di veglia; è presente flebile attività cerebrale remota... zzz)
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#3    01 Giugno 2005 - 09:45
 
Non so cos'è quella cameracaffè delcazzo, io guardo solo la tv di Sky e per di più poco,
io sono barboso,
faccio venire il latte ai gomiti,
non so di rialitìscioou,
mi stanno sulle palle,
guardo i film,
quelli fatti di pellicola,
appunto o documentari

Un Corano lava l'altro e poi tutti e due si buttano.
Un hayatollah libanese sciita, il capo degli hezbollah, un pretazzo pervertito ciccione e barbuto ha detto che loro hanno 12 mila razzi e gli la possono far pagare molto cara agli israeliani e lo faranno.
Tutto nel nome di Allah.
Detesto sempre di più i cleri,specie quelli semiti, dico semiti, arabi ed ebrei,sì: ho visto nei giorni scorsi un documentario di un matrimonio in una nuova setta ebraica a Gerusalemme, ove due rabbini compulsavano cabale arcane ed un altro un calendario, erano fracamente bisunti, pieni di macchie lucide sugli abiti neri: sembravano quegli ebrei polacchi da favola del grande Singer.
In quel caldo i puritani andavano vestitissimi in abiti sozzissimi,
mah.
Non volevano mostrar le carni
pallide che sono poi tutto quello che abbiamo.
Puck
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#4    01 Giugno 2005 - 10:06
 
Sì, ho intravvisto - ma solo con la coda dell'occhio - quel cartoon di cui parli, Lidia e mi è sembrato molto bello.
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#5    01 Giugno 2005 - 10:16
 
Puck/Mario: in linea di massima fai bene tu a lasciar perdere le stronzate che passa la TV cosiddetta generalista (era Santoro che ne prevedeva un sempre più assoluto appiattimento verso il basso visto che sarebbe rimasta la TV dei poveri: di quelli che non si possono pagare SKY. Ma a me, più che la TV dei poveri, pare sempre più la TV dei coatti, di chi non ha mai letto una riga in vita sua, di chi ha un vocabolario di dieci parole e lo usa male ma, nello stesso tempo, del perbenismo, della falsità piccolo borghese, dell'ipocrisia. Di una che dice "sono innamorata" e la conduttrice squittisce "ah sì! Che bello!" come se fosse la prima volta. Una sorta di polpettone trash ma coi centrini apposto. E poi basta vedere le facce. Fateci caso. Non sarebbe un motivo sufficiente per farsi trappisti vedere Merola che discute di amore e donne? Io dico di sì e mi scuso per "Merola": è come se avessi detto "c...g...re")
... fai bene dicevo, ma con gli anticorpi giusti si può anche vedere cosa ritiene di passare il convento (overossia la "cupola" ideologica)... oltre a godersi alcuni (pochissimi) frammenti di TV ancora passabile ... oltre a sciropparsi "Un posto al sole" ma solo perché si è drogati ...
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#6    01 Giugno 2005 - 10:48
 
Strana e buffa questa cosa della Parola di Dio, incerta, che si contraddice, si emenda, si integra successivamente, si abroga e si ripristina.
Eccetera.
Tu (e anch’io), Gino, avresti voluto che un dio esistesse davvero e che almeno, dico almeno, le Tavole della Legge e i Testamenti, il Vecchio e il Nuovo, li avesse fatti apparire dal nulla, oppure incisi nella roccia col fuoco, come si vede nei Dieci comandamenti di De Mille, film fondamentale per l’immaginario religioso di mezzo Pianeta.
Invece no e no.
Tutto è incerto, contraddittorio e palesemente inventato.
Tutto è stato pensato-detto-scritto da uomini, da pastori e capi-tribù, leggermente crudeli, arcaici, primitivi.
Però i Vangeli hanno un’aura diversa, più moderna e classica, sia nei contenuti che nelle formulazioni, che mi piacciono moltissimo: si vede che sono molto lavorati, limati, da (successivi?) redattori.
Per esempio mi hanno sempre provocato sbandamenti la formula “a quel tempo” e l’altra: “in verità, in verità (ripetuto) vi dico”.
Per quanto riguarda la Bibbia, non perdibili, per i cultori della materia, sono alcune traduzioni dall’ebraico di Erri de Luca pubblicate da Feltrinelli, che rendono molto bene l’arcaicità del linguaggio e dei contenuti del Libro.
Tramite De Luca ho percepito una Bibbia a tratti davvero remota e feroce e barbara, una specie di macchina del tempo efficacissima per rendere stadi dell’umano anteriori al nostro.
Mi viene sempre in mente quel capitolo della tetralogia delle Storie di Giuseppe, di Thomas Mann, intitolato Il pozzo del tempo.
utente anonimo

#7    01 Giugno 2005 - 11:01
 
"Tutto è incerto, contraddittorio e palesemente inventato.
Tutto è stato pensato-detto-scritto da uomini, da pastori e capi-tribù, leggermente crudeli, arcaici, primitivi".

è vero quello che dici anonimo utente; ma mi sembra la stessa cosa adesso: non siamo forse noi (senti che bell' incipit da parabola cristiana?) donne e uomini, capi tribù, pastori, arcaici crudeli e primitivi?

in questo sta la contemporaneità di alcuni testi sacri: io veramente ho letto e vado leggendo di rado, solo il vangelo e la bibbia, pezzi che mi interessano
.
e poi cose taoiste e buddhiste.
ma quella è un'altra cosa.
quella è una religione senza tempo, senza dei, senza niente. il vuoto interiore, appunto.

e forse hanno ragione, se non altro non hanno da sembrare pastori e capi tribù, non hanno ruoli crudeli e arcaici: loro sembrano liberi.
ma non è vero in fondo. nessuno lo è del tutto, ogni religione o fede chiede tempo e dedizione, alla fine dei conti.
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#8    01 Giugno 2005 - 17:25
 
"non siamo forse noi (...) donne e uomini, capi tribù, pastori, arcaici crudeli e primitivi?"
no che non lo siamo.
e non lo siamo proprio perché veniamo DOPO il libro e DOPO cristo, abbiamo interiorizzato il linguaggio etico cristiano e ci abbiamo costruito, prima sopra, poi a latere, un edificio che ci ha portato altrove, in spazi senza certezze e senza dio, in cui tutto è diventato labile e fragile e molto più bello di come immagino fosse allora.
l'immagine dell'allora biblico che possiedo l'ho desunta dall'opera di thomas mann citata qui sopra.
ero io infatti, qui sopra.
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#9    01 Giugno 2005 - 19:32
 
quello che abbiamo imparato razionalmente, o con lo studio o attraverso l'educazione, cambia solo il lato estetico del nostro essere umani.

ma la cultura e il sapere non corrompono l'inconscio, se non in parte.

essere nati prima o dopo è una questione temporale di poco conto.
fondamentalmente siamo noi stessi, arcaici, primitivi e leggermente crudeli.

e di nuovo pronti a crearci altri dèi a cui soccombere, come se questi fossero "meglio" di altri.
ogni periodo ha i suoi dèi, la sua religione, la sua fede laica.

sta nell'uomo la difficoltà di capire e approfondire, ma non c'è un senso in quello in cui crediamo, se non lo stesso crederci o meno.

che poi è la stessa cosa, circa.
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#10    01 Giugno 2005 - 22:16
 
presa a caso:
"ma la cultura e il sapere non corrompono l'inconscio, se non in parte".

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#11    02 Giugno 2005 - 07:05
 
Che strano Tashtego: non avevo riconosciuto il tuo primo intervento as anonymus tanto era cortese, senza ironia, benevolo: si sta sciogliendo la maschera di ferro e scopriremo - finalmente - che tu sei il fratello di Luigi XIV?

Anch'io leggo le traduzioni di Erri de Luca (ma tu sai da dove gli venga quello strano nome, Erri?) con quella sua scelta così anomale di stare attaccatto alla bellezza quasi agrammaticale dell'ebraico. E' lì che ho scoperto che Dio, per esempio, si dice "io sarò ciò che sarò" dove ben lo sai che tutti traducono con il metafisico "io sono colui che sono" (già commentai la cosa tempo fa e non mi ripeto, quindi). Dove, se non ricordo male, alcuni che si ostinano nella vecchia traduzione, insistono nel dire che in ebraico a volte si usa il futuro al posto del presente senza chiedersi come mai e in che caso lo facciano e in quel caso cosa voglia dire: io ne apprezzo, invece, l'idea vertiginosa di un dio che si fa, che si promette, che sarà solo alla fine e se gli avremo creduto, meglio, se lo avremo fatto realmente "essere" nella sua e nostra co-eternità.
(Questa è una cosa che mi è venuta a getto ma che farò bene a tenere a mente -non tutto, nei blog, è materiale di scarto.)

Ti invidio il fatto che tu abbia letto il ciclo di Thomas Mann su Giuseppe. Bisognerà che mi decida a farlo anch'io.
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#12    02 Giugno 2005 - 08:15
 
in realtà il quarto volume l'ho praticamente solo sfogliato e leggiucchiato qui e là.
mann è fluviale, ridondante, va avanti per centinaia di pagine come un motore diesel e gli manca palesemente un redattore che gli metta a posto il testo: ma è affascinante lo stesso, per me soprattutto il primo volume, le storie di giacobbe.
è una vertiginosa interpretazione della profondità del tempo e del mito, completamente libera da ogni soggezione al Libro d'origine, da ogni visione sacrale e religiosa.
non sono mai sgarbato, non mi pare.
sono diretto e sincero, con te.
non con tutti.
forse talvolta violento.
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#13    02 Giugno 2005 - 08:24
 
presa a caso, tash: "talvolta".

e ora vado per mai più tornare sull'argomento.
che devo pulire tutta la casa, altro che sfogliare svogliatamente tomas mann!
(è bugiardo come pochi: io lo sento che sfoglia svogliatamente tutto, tutto. e guarda solo le figure... mm.. boccaccia mia)
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#14    02 Giugno 2005 - 08:45
 

Qui di sopra sta scritto:
-presa a caso:
"ma la cultura e il sapere non corrompono l'inconscio, se non in parte".-

Come sarà mai un inconscio corrotto, anche solo in parte?
Questo interrogativo mi turba.
Sul serio.
Già non so bene come figurarmi l'inconscio, passi il subconscio.
Per non parlar dell'inconscio collettivo in cui davvero vorrei navigare, volare ad occhi aperti e consapevoli.
Puck
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#15    02 Giugno 2005 - 10:29
 
Ma:
dopo quanto tempo (ore giorni mesi anni) una cosa un fatto un evento ed anche quindi per forza persona o animale penetrano oltre il filtro e sgocciolano nell'inconscio?
C'è ci sono c'erano ad istanbul sotterranei camere anfratti cose sottoterra antiche cisterne romane greche turche senz'altro ottomanne impressionanti per bellezza e vuoto e ridondanza ed immaginazione di sgocciolii.
L'inconscio è una cisterna sotterranea d'acque limpide e nere?
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#16    03 Giugno 2005 - 08:31
 
Quella cisterna imperiale costantinopolitana credo prorprio che sia, anzi rappresenti, l'inconscio eurasiatico.
Puckincisternato
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#17    10 Giugno 2005 - 13:59
 
Egregio Lord Chandos,
sono felicissimo di aver letto il pezzo su camera caffé, una delle poche cosse che riesco a vedere in televisione. Sono contento che lei dica dell'ipercorporalità di Camera, della cattiveria, del realismo ecc. Soprattutto sono contento che sia lei a dirlo e non il Guru Nicoletti (che pure sulla televisione ci azzecca ogni tanto). Ipercorporali, quasi come nei film spazzatura dei '70.. però quelli erano TROPPO basso corporeo per essere attendibili...
saluti!!!!
melP
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#18    10 Giugno 2005 - 21:27
 
ah, le cisterne a istanbul erano bizantine, la meglio è yerebatan sarayi
cia'
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