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domenica, 19 giugno 2005
lutto

Forse vi è sfuggito.

Un tg di ieri sera (facevo zapping per evitare la pubblicità che non sopporto proprio più: alzi la mano chi non ha una crisi di nervi vedendo un materasso Eminflex? Però quella del "baaad dog" che morde los cojones al fighetto e così la birra salta in mano al suo padrone, è deliziosa ...), annunciava che la Kodak ha sospeso la produzione delle pellicole in bianco e nero.

Per me è un vero trauma. Amo molto la fotografia anche se il buon (?) dio non mi ha dato nessuna manualità (salvo un po' disegnare, non so stare sospeso in aria sulle mani, ignoro l'uso di un cacciavite, non so suonare l'oboe ...) per cui non ho mai fotografato niente se non con la testa. Ma, di sicuro, amo spolpatamente la foto in bianco e nero. Anzi, confesso, che fino a non molti anni fa ho sempre considerato "reale" le foto e i films in bianco e nero, e falsi i loro confratelli e consorelle a colori. E' strano, no?

Ma adesso non approfitate di questo post per non leggere Isaia. Dovete farlo. Una volta tanto è un must kantiano. Va be', vado ad elaborare il lutto. (Le fottute digitali mica prevvedono il bianco e nero, no? O sì? ...)

Scritto da: gino tasca alle 09:12 | link | commenti (26) |


Commenti
#1    19 Giugno 2005 - 09:53
 
le fottute digitali costano tanto e non fanno bianco e nero. a meno che... qualche marca più intelligente preveda lo scatto e il prewiew b/n.

però la stampa in b/n come sarà se ottenuta da un negativo a colori? forse più incisi i toni di grigio.

sicuramente si può, ma non so se la resa poi sarà la stessa antica, vecchiotta, di quel bianco nero sgraziato e sgranato con cui ho fatto le foto a mio figlio appena nato.

così giovane e già così superato! dovrò dirglielo con una certa cautela, e piangeremo insieme un pochino, guardando le foto di famiglia.

ma a proposito di lutti, reali, invece, umani, chi era quel musicista o direttore d'orchestra (non lo conoscevo) novantenne? stranamente, è stato fatto un servizio breve per la sua scomparsa. in bianco e nero, vedi te.
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#2    19 Giugno 2005 - 11:04
 
Carlo Maria Giulini. Un vecchio repertorio montato, naturalmente, mary.
Un abbraccio a entrambi.

Lady
utente anonimo

#3    19 Giugno 2005 - 13:28
 
grazie lady, ecco è proprio lui.
mi è parsa una persona interessante, ma non lo conosco professionalmente.
tutte foto in bianco e nero di ventanni fa, data la sua età anagrafica.

rettifico: le fottute digitali prevedono il bianco e nero senza problemi.
però la qualità di stampa è ancora fottutamente carente, sia nel colore che nel b/n a causa di una fottutissima mancanza di definizione dell'immagine, rispetto alle macchine a pellicola tradizionale.

me l'ha appena detto un mio amico fotografo molto maniaco, fottutamente maniaco dell'hig tech.

mi sento molto robert de niro a parlare così fottututamente all'americana. :)
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#4    19 Giugno 2005 - 18:27
 
ma va fan ZUM !
utente anonimo

#5    19 Giugno 2005 - 19:25
 
Le digitali prevedono il bianco e nero.
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#6    19 Giugno 2005 - 20:48
 
amare "spolpatamente" cosa vuol dire?
che spolpi col tuo amore?
tipo buzzuro che magia una pesca?
peggio che amare spolpatamente ci sono solo due cose al mondo:
maripoppins
scrivere "amare spolpatamente".
utente anonimo

#7    20 Giugno 2005 - 06:29
 
e te. dimentichi sempre te in questi pressoché inutili confronti.

non sono ancora arrivata a quello che "ama spolpatamente" ma sono certa che ha più senso di ogni cosa scritta da altri. per esempio.
fosse che sarà una cosa "sentita".

ma che te ne parlo a fare? tu sei un altro o un'altra, o tutti e due, che a queste cose non ci vuole arrivare.
e non ci arriva infatti.
cazzi tuoi.
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#8    20 Giugno 2005 - 06:52
 
Marypopps è peggio di qualsiasi cosa, senza dubbio: “Hanno fatto un zervizio sul quel comesichiama, quel musicista novantenne schiattato de recente, aò, era in bianchennero, vedi un po”. Lei è milanese, il resto è uguale.

La Kodak non le produce più e la Ilford per ora sembra abbia sospeso la produzione. Strano perché il bianconero ha ancora un mercato, anche se l’estetica bianconero invece si indebolisce. Forse è addirittura scomparsa. Perché sia durata così a lungo è davvero un mistero: non ho mai letto nulla che tentasse una spiegazione di ciò, ma sicuramente qualcuno l’ha fatto. Luigi ghirri, che io considero forse il più grande fotografo della seconda metà del novecento, italiano et non, ha sempre fotografato a colori: considerava il bianconero un artificio e un’affettazione, una scorciatoia tecnicamente non più giustificabile nell’epoca delle pellicole a colori. Ridurre i problemi per maneggiarli meglio, questo fa la fotografia in bianconero. L’analogia con la scultura è evidente. Secondo me. La scultura classica era colorata, ma a maggior parte degli scultori, dal medioevo in poi, considera il colore un’intrusione indebita del “pittorico” nel “plastico”. La foto bianconero è una modalità plastica. Credo.
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#9    20 Giugno 2005 - 08:58
 
Vorrei fosse chiaro una cosa: non ho fatto della "teoria": io, semplicemente provavo quella cosa lì: che il bianco e nero e tutti i grigi intermedi, fossero la realtà e il colore il falso nonostante fosse fin troppo evidente che non era così.

Non credo, Tashtego, che il colore come contaminazione della vita, sia stato visto così a partire dal medioevo. E' piuttosto un portato di una falsificazione "naturale". Le statue antiche - base della rinascita classica - avevano perso il loro colore e i poveri scultori si erano convinti che il bianco fosse la purezza ed invece era un loro errore: ma pare capiti spesso nella storia, persino dell'evoluzione o in quella scientifica: si crede di scoprire le Indie e, invece, si scopre l'America.

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#10    20 Giugno 2005 - 09:51
 
non solo. ma luigi ghirri che tu consideri il miglior eccetera eccetera, ti assicuro non è il migliore per tutti.
ha degnissimi colleghi antichi e semplicemente vecchiotti.
prò, loro, hanno una caratteristica in comune: quando dicono e pensano non si sente quell'acido che ha pervaso te. tash. vecchio o giovane che tu sia, devi sempre pulirti la cacca dalle scarpe su qualcuno.
e qualcuno magari ti manda giustamente a cagare. con successo.
il consiglio é: usa di più il tuo rancore, la tua fantasia onirica per produrre. non per giudicare.
ti farebbe tantobbene.

aggiungiamo l'inezia del bianco e nero di wenders che arriva mooolto dopo pasolini fellini de sica e co.
aggiungiamolo, per amor di verità. ed è solo un piccolissimo contributo; il fatto è che uno le cose le sente di suo, non come riferimenti culturali, altrimenti non è più una persona, ma un concentrato di stronzate altrui.
e da questo sono salva di sicuro, rifuggo la cultura inutile sterile e dogmatica, che no si misura con la vita concreta delle persone.
a milano la pensiamo così. idiota.
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#11    20 Giugno 2005 - 10:25
 
Davvero non so perché mi ostino a dialogare con Pispa.
Dunque mi rivolgo a Ggino e manco io faccio teoria, anche se fare teoria è l’unica vera attività degna dell’uomo e della donna (e del bambino?).
Le statue classiche avevano perso il colore, certo, anche se esisteva una maniera romana che usava intarsiare marmi diversi e graniti.
Ne risultavano statue policrome che sono giunte fino a noi a bizzeffe.
Recentemente ne ho viste molte al Museo Archeologico di Napoli.
(ecchissenefregadiretevoi)
La questione è cazzuta e non sono sicuro che davvero c’entri con il problema dell’estetica del bianconero.
Però la foto in bianconero risulta in linea di massima più intensa di quella a colori, più “specifica”, più “fotografica” insomma.
Il bianconero proviene dall’incapacità tecnica di riprodurre efficacemente e fedelmente i colori.
Questa caratteristica visiva ha segnato di sé un secolo di fotografia, incidendone fortemente la cultura.
La statuaria classica deprivata del colore ha fatto lo stesso con la scultura - anche se nel medioevo abbiamo numerosi e buoni esempi di scultura policroma – definendone i paradigmi estetici e alcune categorie di valutazione critica, come per esempio la “plastica”.
Oggi, per dire, la scultura è tornata al colore, e in molti casi al realismo cromatico.
Citavo Ghirri, non perché lo consideri un profeta, ma perché ha detto cose convincenti in materia.
Quanto a Wenders, due cose: la pellicola cinematografica in bianconero costa molto di meno di quella a colori, ma molto di meno.
Probabilmente la scelta di girare i suoi primi film in bianconero deriva da ciò.
Infatti da “L’amico americano” in poi, se non sbaglio, Wenders gira sempre a colori.
Pispazza.

tshtg
utente anonimo

#12    20 Giugno 2005 - 11:31
 
il cielo sopra berlino è per metà in bianco e nero, per scelta. tutta la metà passata nella vita da angelo è a due colori.
dopo, quando gli cadono le ali, nella vita reale entra il colore.
non so davvero cosa ostini chi a parlare con.
m.
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#13    20 Giugno 2005 - 11:34
 
dimenticavo, perchè quando sono molto incazzata mi parte subito l'anulare sopra il tasto invio.
medardo rosso è stato ostinatamente pubblicato su materiale cartaceo di varia inutilità, a colori.
perché le sculture a cera persa giallastre, non perdessero la loro particolarità. forse l'essenza di quelle sculture sta anche nel colore.
che comunque si potrebbe risolvere anche a due colori, giallo e rosso di stampa.
se vuoi, mettici una percentuale di nero per le cavità e le rotondità.
ma quella scultura non è policroma, ma riprodotta a colori per esgienze di immagine.
penso.
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#14    20 Giugno 2005 - 13:31
 
la scultura, disse qualcuno, è stimolazione a distanza dell'esperienza tattile, del senso del tatto.
è questa la "plastica"?
il colore le sottrae plasticità.
forse l'ho già detto sopra.
magari ci torno in modo organiko ner blog di tash, che sono io.
utente anonimo

#15    20 Giugno 2005 - 14:37
 
il colore di una scultura: il grigio-rosso- argilla o pietra-marmo-colorato o bronzo o il metallo-lucido-oro di pomodoro.
è fondamentale per la tenuta di una scultura il colore.
dopo la forma.
prima rendi la forma con la materia.
poi scegli un colore che aiuti a rappresentarne meglio il suo stare nel mondo.
ma anche le sue qualità intrinseche, ciò che volevi comunicare.
il colore è importantissimo nelle sculture. non tutte si prestano al bianco levigato di donatello, o del bernini.
questo è fondamentale.
altrimenti cambia, cambia l'essenza. se sbagli colore è un dramma, puoi buttare via tutto o regalarlo a qualcuno che odii.
è come scrivere una cosa che non ti piace più quando l'hai finita.

ma perché gino, dici di non essere capace con le foto? è quasi impossibile. cecil beton ce n'è uno, tutto gli altri son nessuno?
:)) (questa è una risata in rete, col doppio mento).
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#16    20 Giugno 2005 - 15:13
 
non hai capito a quale colore mi riferisco, pispax.
hai presente il busto di nefertiti?
no?
beh, mi riferiso a quel tipo di policromia.
certe volte mi viene da pensare che ti abbiano lobotomizzato da piccola e che abbiano gettato ai cani (ai gatti? ai maiali?) il tuo corpo calloso.
di conseguenza hai una mente bicamerale.
come recitano le sacre pagine del Jaynes, "Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza", la mente bicamerale è tipica di una fase pre-cosciente dell'umanità, fatta di umori et pulsioni.
et sapori.
dunque ciao.
tshtg
utente anonimo

#17    20 Giugno 2005 - 15:47
 
Ci sono foto vecchie in bianco e nero ritoccate col colore da certi fotografi smaniosi delle modernità.
venivano fuori uomini coi baffi, seri, con le ferite da battaglia, pronti per il gay pride.
nefertiti.l
a cappella sistina.
tutto il colore che si perde e che torna.
quel fottuto di wenders.
"fottuto" è come il ritocco sulla foto vecchia.
quel fottuto di medardo rosso, guarda un pò.
l'ho metto sotto il sole, quel fottuto, vediamo se si skuaglia.
si, s'è skuagliato.
Mamma in b/n era veramente bella.
Pure io, pure papà mio.
Mio fratello no, quel fottuto con la faccia da meluccia acerba.
Pure voi eravate belli.
Ci scommetto.


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#18    20 Giugno 2005 - 17:21
 
non ti sforzare di dare spigazioni chimico-psichiche, tash.
sono cose che non ti competono, lo dici sempre tu.

e per parlarmi del busto di nerfertiti, per farti capire intendo, ci sono altri argomenti che neanche riesci a sfiorare. capisco, un post è un post e mette enormi limiti alla comunicazione.

vuoi perché non conosci poi così bene ma ti sforzi, per sentirti più figo, immagino.
vuoi perché il tuo dialogo oltre il secondo post è generalmente basata sull'offesa e l'ingiuria personale.

deponi per un attimo la fiocina, tienila pronta per le tue sarde.

io avrò una mente bi (nel caso strano in cui tu potessi aver ragione).
tu invece credo sia addirittura mono. un modello superato.
maschio violento incazzoso che vuole avere ragione sempre. soprattutto se c'è una donna dall'altra parte del discorso.

a calci le buttano negli spiazzi dei rottamai.
ti piace questo dialogo astioso e pieno di acrimonia che ti rimbalza addosso? ti corrobora a sufficienza?
contento così?
perché sei mono (gino direbbe mona).

oltre a te stesso, solo le botte puoi capire, e a volte neanche quelle.
dispiace.
spero ti aver chiuso qui, sei oltremodo faticoso.
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#19    20 Giugno 2005 - 18:37
 
Scusate se mi intrufolo, solo per dir questo:
Di sculture dipinte, oltre a quelle in materiali con propri colori, se ne sono fatte e se ne fanno da sempre.
C'è continuità.
Da Roma Medioevo al Rinascimento in poi, statue di devozione, madonne, santi in legno, terrecotte multicolori, fino al gesso; ori, con applicazioni, capelli veri, crini, patacche, collane, poimateriche.
Pure Donatello ne fece ed altri insigni artisti.
Tutti conoscete pure le statuette con Padre Pio grosso così e con gli occhi blù...
Per il Romanico ricordo ancora qualche raro capitello dipinto in Italia( forse colorito o scorticato).
Molto belli quelli del romanico alverniate, ancora coloratissimi ed eccellenti.
Puck
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#20    20 Giugno 2005 - 19:33
 
nessun astio né acri-monia, anzi.
pispa.

il romanico alverniate mi sfugge, cioè non so cosa catzo sia.
ma sei d'accordo puck che i colori depotenziano i valori plastici della scultura?
così come i colori in fotografia vengono considerati lesivi delle sue specifiche forme espressive?
che non saprei dire, però, quali sono.

pispa pensa che io astio con lei.
ma pensa.
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#21    20 Giugno 2005 - 21:10
 
se non mi hanno lobotomizzata davvero da piccola, molto di quello che è rivolto a me delle tue parole, metterebbe qualche dubbio pure al padre pio con gli occhi colorati di blu..
è lo stesso. tanto che me ne frega se pensi che io parli solo per impulsi elettrici e sensorii, come una rana che continua a muoversi dopo che gli han tagliato la testa.
eh?
non è vero!

comunque ha ragione puck.
la scultura possiede un suo colore per chi la fa.
fa parte del processo creativo, del lavoro manuale e mentale che si fa prima.

è un grande lavoro materiale, ognuno ha le sue tecniche.
ma al di là di usare il trapano a percussione o le mani o il bulino, dal momento in cui la pensa a quando è finita, è "una cosa" dell'artista.

bisognerebbe provare la soddisfazione che dà, per capire quanto c'è dentro di pulsioni e sensazioni.
io personalmente amo chiudere gli occhi ogni tanto mentre impasto, la mente ti va via e devi seguire le mani che vanno dietro al materiale.
non so mai cosa farò.

poi levigo fino a far diventare dei calchi liscissimi, dove la mano scorre e trova zone dentro cui calarsi ed appoggiare.
solo dopo scelgo un colore.

una sola era colorata come un mappamondo; altre erano verde scuro.
il verde petrolio o il blu non nero non modificano la percezione della sagoma, la sua forma rispetto allo spazio intorno.
una scultura fatta vive nello spazio intorno a sé.

cra cra cra
doing doing doing
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#22    20 Giugno 2005 - 22:10
 
Il romanico alverniate, cioè dell'Alvernia, dintorni di Clermont Ferrand ove esistono molte chiese bellissime in pietra con capitelli figurati di storie dipinte( 1100-1200).
Questo stile della Francia centro- meridionale si estende al Perigord ed oltre.
Solo che nei nostri libri di Storia dell'arte queste cose non le mettevano, arte italiana e basta o quasi.

Personalmente ritengo il colore in scultura piacevolissimo, io amo molto il colore in genere e la scultura in legno dipinto, pure in Germania e Spagna ve ne sono di straodinarie, però se lo scultore progetta la scultura come monocroma certo che terrà conto di questo fatto per i giochi di luce, ove interverrà solo chiaro e scuro.
Il progetto allora sarà diverso.
Un scultura di es: Lorenzo Viani o di Moore è progettata in masse chiaroscurate, ombra, luce, mezzitoni.
Lo scultore che progetta in colore sa che potrà iscurire i sottosquadra con le ombre e renderli così più profondi.
E' un altro modo di lavorare sula scultura.
Mario
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#23    20 Giugno 2005 - 22:38
 
ma che c'entrano le ombre.
quelle certo che ci sono, ma lo scultore lavora sul senso del tatto.
sul nostro sguardo che tocca.
mario.

che cavolo c'entra quello che provi quando scolpisci, pispa?
parlavo d'altro.
ma possibile che non capiate mai una ceppa?
possibile che nessuno qui capisca una ceppa di niente?
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#24    21 Giugno 2005 - 10:52
 
tash, sviscera questo problema: parlaci di che cosa significa questo "una ceppa di niente".

scrivi un pezzo su cosa vuol dire per te "capire una ceppa" e "non capire una ceppa di niente".

due situazioni conflittuali e contraddittorie, ma molto significative per te. e forse per altri.
così pare.

quindi, se hai voglia, chiarisci questa tua delusione da "ceppa".
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#25    22 Giugno 2005 - 07:21
 
si può tradurre con: non capire un cazzo.
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#26    22 Giugno 2005 - 10:17
 
allora, giusto per darti un po' di tormento, te la riscrivo in italiano:

"possibile che nessuno qui capisca un cazzo?"

no. effettivamente è strano che proprio nessuno. non è che tu magari esageri?
utente anonimo

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