scrittura
Forse vi è sfuggito.
Un tg di ieri sera (facevo zapping per evitare la pubblicità che non sopporto proprio più: alzi la mano chi non ha una crisi di nervi vedendo un materasso Eminflex? Però quella del "baaad dog" che morde los cojones al fighetto e così la birra salta in mano al suo padrone, è deliziosa ...), annunciava che la Kodak ha sospeso la produzione delle pellicole in bianco e nero.
Per me è un vero trauma. Amo molto la fotografia anche se il buon (?) dio non mi ha dato nessuna manualità (salvo un po' disegnare, non so stare sospeso in aria sulle mani, ignoro l'uso di un cacciavite, non so suonare l'oboe ...) per cui non ho mai fotografato niente se non con la testa. Ma, di sicuro, amo spolpatamente la foto in bianco e nero. Anzi, confesso, che fino a non molti anni fa ho sempre considerato "reale" le foto e i films in bianco e nero, e falsi i loro confratelli e consorelle a colori. E' strano, no?
Ma adesso non approfitate di questo post per non leggere Isaia. Dovete farlo. Una volta tanto è un must kantiano. Va be', vado ad elaborare il lutto. (Le fottute digitali mica prevvedono il bianco e nero, no? O sì? ...)
