Missy mi dice, ma tu cosa ti aspettavi dal blog?
Io, nel frattempo, ho letto il suo e vedo che lei si aspettai di divertirsi e basta – divergere dalla scrittura monotona cui è costretta dal suo lavoro. Permettimi Missy: beata ingenuità! Si può anche credere di scrivere per divertimento, per rilassarsi, come si stesse bevendo una birra davanti al tramonto, ma non è mai davvero così. E tu stessa sai di essere sul territorio di una scrittura altra dal momento stesso in cui ti metti a descrivere – come fai – quella stupenda statua di Mothia. E ci metti tutta la cura e la passione che hai. E quindi non venirmi a dire: io non sono un poeta, l’ha già fatto Corazzini, ricordi, perché mi dici poeta?, chiede, per l’intera poesia: io non sono che un povero moscerino sulla tovaglia candida (lui non dice così e ora non ho sottomano l’antologia della poesia curata da Sanguineti per la Einaudi).
Se le parole hanno un senso, la “rete” è stata lanciata – non so da chi o da che cosa – proprio perché molti - troppi? – pesciolini fossero tentati dalla “scritturaltra”.
Se questo sia un bene o se questo sia un male, non lo so.
Ma, probabilmente, è un bene. Io credo nell’aristocrazia ma non in quella del sangue: in quella delle opere. Chi ha filo per tessere, tesserà.
(Senza mai dimenticare che – come dice Mario alias Puck – il blog è un fenomeno della caducità.)
Ma tu mi dirai che sto menando il cane per l’aia e, un po’, è vero ma poi tornerò sulla domanda.
Caracaterina mi chiede: ma sei sicuro di non aver trovato qualcosa, magari non la cosa che cercavi ma un’altra (sottinteso, altrettanto interessante o sorprendente) e sei sicuro di avere fatto tutto quello che dovevi per ottenerla questa dannata cosa?
Qui, a meno che io non sia vittima della più diffusa forma di cecità: quella su se stessi, tenderei a dare due risposte abbastanza secche (non “dure”, sicure).
Non ho trovato nessuna cosa al posto di quella che cercavo e, sì, credo, di avere fatto quasi tutto quello che si doveva fare.
E così, cercando di rispondere a cosa “non” ho trovato, comincio a dire che cosa avrei voluto trovare.
Amicizia e spirito.
Avrei voluto dare fuoco alla steppa (boom) e vedere tanti piccoli focolai di incendio sparsi un po’ da per tutto.
Avrei voluto conversare con molte persone – con persone nuove.
Sentirmi dire cose nuove che mi incendino a mia volta.
Parlare di scrittura dal punto di vista teorico e tecnico e su questo tutti o quasi tutti bocche cucite, pesci in barile, addirittura terrore (ecco – tanto so che non mi risponderete: perché questo terrore al proposito?)
Perdere ore e ore su un vocabolo o un aggettivo e vedere se sia sciatto o “esatto”.
Pulire gli strumenti del mestiere, insomma (come già ho detto: Pound dixit.)
Altro?
Se me ne darete l’opportunità.
Se saprete accendere fuochi nella steppa.