scrittura
Un piccolo regalo domenicale (tanto non riesco a fare niente'altro di meglio: chiuso in casa da almeno una settimana): una grandemetafora. No ce ne sono poi mica così tante in giro e molte stanno in Proust che -una volta tanto - si comporta un petit peu da cafonciello e dice:ecco, la vedi?, questa è proprio una grande metafora e ti spiego anche perché lo sia (scherzo: Proust è questo: romanzo + saggio) ma ciò non toglie che sia bello trovarne alcune che se ne stanno da sole sotto il sole delle Galapagos, vecchie tartarughe quasi rinsecchite.
Sta in Dickens (David Copperfield).
David parla con il Signor Dick (quello strambo personaggio che convive con sua zia Betty) e questo gli spiega che non riesce a finire il suo Memoriale perché proprio non gli riesce di raccontare di come un po' della confusione che c'era nella testa di Carlo I (cui la decapitarono) sia passata nella sua. Fino a che non riuscirà a non alludere a questo fatto, il Memoriale non sarà finito. E che fine fanno i fogli rifiutati di questo suo Memoriale?
"Stavo andandomone quando egli richiamò la mia attenzione sul cervo volante. "Che cosa ne pensi di un cervo volante come quello?" disse. Risposi che era bellissimo. Credo che fosse alto almeno sette piedi. "L'ho costruito io. E andremo a farlo volare, io e te - disse il Signor Dick - Vedi com'è fatto?" Mi mostrò ch'era tutto fatto di carta coperta di una scrittura finisssima e minutissima, ma pur così chiara che, solo gettando un'occhiata tra le righe, mi parve di scorgere anche lì, in uno o due punti, qualche allusione alla testa del Re Carlo I. "La corda è lunghissima - disse il Signor Dick - e quando l'aquilone vola alto, porta le mie idee molto lontano. E' il mio modo di diffonderle. Non so poi dove vadano a cadere. (Mi scuso: la parabola della semente nel Vangelo)Ciò dipende dalle circostanze e dal vento e così via. Ma mi affido alla fortuna.."
