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giovedì, 04 agosto 2005
Varie

L’altra sera (o una di queste altre sere passate), ero seduto in terrazzo e il sole era tramontato da poco dietro al profilo delle case e delle antenne, ma essendoci un fronte di nubi che si stava avvicinando all’orizzonte si era creato una sorta di intercapedine di puro azzurro. Le piante erano diventate nere e lungo una grondaia c’erano dei colombi che tubavano sommessi e chissà perché mai la città in quel momento era perfettamente silenziosa.
E’ stato qualcosa di piuttosto inquietante ma non di pauroso.
 
***
 
Tempo fa Tashtego mi accusò di non avere un metodo e quindi (neanche tanto implicitamente, mi ha dato del presuntuoso)  che non dovrei affrontare analisi di  qualsivoglia lettura. Vorrei tornare brevemente sulla cosa.
Non sono un critico letterario ma un lettore e, come tale, credo di dovere al testo solo quello che ho sempre detto: sguardo acuto, attenzione (che, dice qualcuno, è una forma di preghiera). Stupore.
Il metodo non ce l’hanno più, ormai, che nei campus nordamericani dove ancora si suddividono per tribù: decostruttivisti, neofemministi, africanisti, ecc.
I nostri critici – leggili bene – si sono abbandonati da quel dì al “pesco dove capita”.  Parlano dei fatti loro, insomma, hanno un po’ bloghizzato la loro scrittura.
 
***  
 
Alcuni trovano “violenti” i contenuti dei libri di Flannery O’Connor.
E’ una considerazione molto superficiale.
Sono i suoi libri stessi, il fatto che li ha scritti, che è violento.
Ho provato questa sensazione leggendo il “Il cielo è dei violenti”. Ho capito il suo trucco: lei finge di voler essere letta: in realtà vuole convertirti.
(C’è poi un ammasso di “come”, paragoni, che alla fine diventa quasi intollerabile: tutte piuttosto belle, eh, qualcuna stupenda. Ma …)

Scritto da: gino tasca alle 08:06 | link | commenti (66) |


Commenti
#1   04 Agosto 2005 - 09:32
 
Non rammento la questione del metodo, ma sicuramente aveva un contesto, che in questo momento mi sfugge.
Nemmeno leggo molto spesso saggi critici, anche se mi concedo un numero abbastanza rilevante di recensioni, pur sapendo che è inutile leggerle.
Non ricordo bene cosa mi irritava nelle tue analisi a parte naturalmente l’uso della psicoanalisi per leggere i personaggi e le figure.

Ho letto un ottimo libro, di recente.
Si tratta de Gli amici di Eddie Coyle, di Gorge V. Higgins, crime novel (si dice così ormai) del 1972, Einaudi Stilelibero.
La storia, piuttosto complessa, si svolge esclusivamente attraverso dialoghi organizzati in una serie di quadri, uno per capitolo.
Sappiamo quello che accade quasi soltanto attraverso quello che i personaggi si dicono, o fanno.
Mai si dice cosa pensino.
Secondo me è un libro bellissimo, per molti motivi.
Te lo consiglio, Gino.

Tshtg
utente anonimo

#2   04 Agosto 2005 - 12:40
 
mi piace quel "finge di voler essere letta...". Se la Connors vivesse oggi, secondo te di cosa scriverebbe ? Ogni volta che sento il verso di un pavone (e qui in giro ce ne sono diversi) mi viene fatto di pensarla. ben tornato, gino.
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#3   04 Agosto 2005 - 13:54
 
Così sei riuscito a farmi comprare anche "questa" Connors...
Occorre dire che mi è piaciuta la descrizione con cui apri il post?
No che non occorre.
Dalla mia nicchia di "quasi silenzio" ti mando un saluto.
Ciao Gino!
carlo alberto.
utente anonimo

#4   05 Agosto 2005 - 07:17
 
Per Tash.
C'è un enorme precedente di una scrittrice che scrive solo per dialoghi (o quasi - descrive le facce e via).
Ivy Compton-Burnett. Ma Adelphi, che ne aveva cominciato la edizione completa,non è più andato avanti.
Evidentemente non vendeva.

Per Cletus.
Cletus, mai pensavo che fossi un "pavonista" anche tu!
Penso che oggi si sarebbe fatta monaca di clausura o scriverebbe di un giovane drogato che dà fuoco alla convention repubblicana. O, sarebbe una teologa. Forse non saprebbe proprio resistere a non scrivere. E qualcosa troverebbe.

Per Carlo Alberto.
La O'Connors con tutti quei paragoni rutilanti dovrebbe farti un enorme piacere.
E anch'io ti mando un saluto nella tua "Quasi" "nicchia di silenzio".
Ma, ti prego conserva il quasi.
Ciao. Un abbraccio.
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#5   06 Agosto 2005 - 06:41
 
la scena che descrivi in apertura è molto suggestiva, una sorta di Tempesta semplificata.
voglio dire con quel senso di sospensione, di intervallo e quiete.
mi colpisce il silenzio e l'intercapedine di azzurro, le piante che si fanno nere, i colombi.
la città, immobile per un attimo, forse guardava tutta verso l'orizzonte.
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#6   08 Agosto 2005 - 07:06
 
parlami, gino.
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#7   08 Agosto 2005 - 08:37
 
Faccio molta fatica a fare qualsiasi cosa, ma ti dico che la tua intuizione è bella. Giusta.
Per Tashtego, ovvio.
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#8   08 Agosto 2005 - 08:51
 
è che quando "ti lasci andare" alla scrittura - mi scuso per la formulazione che metto tra virgolette in mancanza di corsivo - ma lo fai di rado a fronte di quello che percepisco come un modo costruito, quando diventi fenomenico e diretto, sveli le tue capacità intuitive et comunicative, e allora è un piacere leggerti.
gino.
utente anonimo

#9   08 Agosto 2005 - 08:51
 
ero tash, qui sopra.
utente anonimo

#10   08 Agosto 2005 - 09:37
 
Cantami, o Diva, del Pelide Achille
l'ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse alme d'eroi,
e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandono (cosi di Giove
l'alto consiglio s'adempia), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de' prodi Atride e il divo Achille.
E qual de' numi inimicolli? Il figlio
di Latona e di Giove. Irato al Sire
desto quel Dio nel campo un feral morbo,
e la gente peria: colpa d'Atride
che fece a Crise sacerdote oltraggio.
Degli Achivi era Crise alle veloci
prore venuto a riscattar la figlia
con molto prezzo. In man le bende avea,
e l'aureo scettro dell'arciero Apollo:
e agli Achei tutti supplicando, e in prima
ai due supremi condottieri Atridi:
O Atridi, ei disse, o coturnati Achei,
gl'immortali del cielo abitatori
concedanvi espugnar la Priameia
cittade, e salvi al patrio suol tornarvi.
Deh mi sciogliete la diletta figlia,
ricevetene il prezzo, e il saettante
figlio di Giove rispettate. - Al prego
tutti acclamar: doversi il sacerdote
riverire, e accettar le ricche offerte.
Ma la proposta al cor d'Agamennone
non talentando, in guise aspre il superbo
accommiatollo, e minaccioso aggiunse:
Vecchio, non far che presso a queste navi
ned or ne poscia piu' ti colga io mai;
che forse nulla ti varra lo scettro
ne l'infula del Dio. Franca non fia
costei, se lungi dalla patria, in Argo,
nella nostra magion pria non la sfiori
vecchiezza, all'opra delle spole intenta,
e a parte assunta del regal mio letto.
Or va, ne m'irritar, se salvo ir brami.
Impaurissi il vecchio, ed al comando
obbedi. Taciturno incamminossi
del risonante mar lungo la riva;
e in disparte venuto, al santo Apollo
di Latona figliuol, fe' questo prego:
Dio dall'arco d'argento, o tu che Crisa
proteggi e l'alma Cilla, e sei di Tenedo
possente imperador, Sminteo, deh m'odi.
Se di serti devoti unqua il leggiadro
tuo delubro adornai, se di giovenchi
e di caprette io t'arsi i fianchi opimi,
questo voto m'adempi; il pianto mio
paghino i Greci per le tue saette.
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#11   08 Agosto 2005 - 10:22
 
dio solo sa cosa c. c'entra 'sta roba.
utente anonimo

#12   08 Agosto 2005 - 15:51
 
l'ira
c'entra sempre
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#13   08 Agosto 2005 - 18:13
 
è stata la frase "parlami, gino"
mi ha richiamato alla memoria l'inizio dell'odissea che mi pare bello.
e tutto ciò che è bello val la pena rileggerlo, così l'ho dedicato a gino che fa fatica a fare tutto.
spero gli piaccia.
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#14   08 Agosto 2005 - 18:45
 
vincenzo monti non è bello, secondo me.
al massimo è abile.
l'iliade me l'hanno rovinata con quella traduzione.
solo dopo, nelle traduzioni letterali, ho capito quanto mi poteva piacere.
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#15   09 Agosto 2005 - 21:59
 
Iliade è bella accompagnata
da chitarra, cetra, mandulino
e voce che narra
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#16   11 Agosto 2005 - 10:10
 
parla, gino.
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#17   11 Agosto 2005 - 14:42
 
ci tieni a stecchetto ?
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#18   12 Agosto 2005 - 22:44
 
Gino
buonanotte ciau
Mario
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#19   14 Agosto 2005 - 07:36
 
gino, stamattina ho sentito in radio un pezzetto della marcia turca, concerto dal vivo per pianoforte.
arrangiata come un rondò, dice il conduttore.
secondo me jazzata e un po' stonata, forse un po' bluegrass. bellissima. bellissima.
purtroppo non so il nome dell'autore, so che è giovane e dallo stile avrebbe potuto essere bollani.
ma sono così tanti, davvero bravo.
ciao
lidia
utente anonimo

#20   14 Agosto 2005 - 20:53
 
gino caro, ti abbraccio prima di partire.
a presto.
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#21   16 Agosto 2005 - 12:39
 
dunque, scusami gino, esonderei volentieri sul tuo blog la mia bellissima avventura: stamattina ho visto una mostra che mi ha fatto pensare a un tuo vecchio "le pellicole in bianco e nero escono di produzione".
quindi, apriamo gli argini, arriva l'acqua..

dopo anni ormai, mi muovo per andare a vederla nell'antico palazzo reale, senza bambini al seguito, libera, finalmente libera.
ho potuto guardare attentamente ed ho pensato "devo scriverglielo a gino, che non resti con la convinzione inesatta che non ci saranno immagini in bianco e nero. più".

robert doisenau è il principale autore esposto, ma ce ne sono tanti alcuni più famosi altri meno, e dalla prima metà del novecento antico si arriva agli anni di ieri, oggi, dopo il 2000.

contraddico tash che diceva "questo è il miglior italiano contemporaneo" che non è vero: ci son certe foto della campania anni '80 che rubano il tempo a milano nel '50, davvero, indietro nel tempo si viaggia.

moltissime, quasi tutte bianco e nero ovviamente, stampate in sali d'argento, quindi lucide e brillanti come quelle idee di prima mattina quando hai lo sguardo sgombro ed una buona digestione alle spalle.

ce n'è una che mi viene in mente: gli operai dell'alfa che scioperano con cartelli fatti a mano appesi al collo "architetti (capirai!) costruite case per gli operai e prigioni per i capitalisti!"
autore pressoché sconosciuto, almeno per me che sono provinciale più di te, venendo da una grande città del nord mi considero direi comunale. neanche provinciale.

poi, dal basso dei miei piedi ho visto foto veramente belle(ovviamente è una delle poche fuori catalogo) perché sono dei quadri, degli arcimboldi conteporanei con soggetti inconsapevoli.
te le cito anche se qui non posso fartele vedere: una cantina piena di cordami, come se fossero la grande pettinatura di una dea con molto crine. giravolte, riccioli, andature mosce, pendenti, gabbie di corde e capelli stesi su cui dorme un uomo vestito da facchino.
E la mattanza di tonni.
E' Trapani, Sebastiao Salgado.
e son tutte belle le sue.

non so se è il fascino della rete, o di essere pescato, la furia che si rivede in quelle immagini immobili o in movimento racconta la storia di qualcosa di tormentato e di vitale al tempo stesso.
finito, scusa, è troppo lo so
ma è da là che pensavo di scrivertelo.
ciao
lidia
utente anonimo

#22   19 Agosto 2005 - 12:32
 
boh,
magari è morto.
utente anonimo

#23   20 Agosto 2005 - 18:03
 
Questa spregevole, schifosa crudeltà del 22 è spiegabile solo come commento di un folle dissennato che nulla sa, nulla comprende, sa solo smenarsela nei suoi odi.
cristo, vorrei scusarmi per lui

Mario
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#24   20 Agosto 2005 - 20:50
 
ho pensato la stessa cosa, ma a volte non si sa davvero come arginare tanta stupidità, non avevo parole adatte.
baci gino,
lidia
utente anonimo

#25   21 Agosto 2005 - 10:17
 
" Ho provato questa sensazione leggendo il “Il cielo è dei violenti”. Ho capito il suo trucco: lei finge di voler essere letta: in realtà vuole convertirti"

ciao gino.
convertirti a che cosa?
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#26   22 Agosto 2005 - 20:10
 
E' con il cuore devastato che, su espresso consenso della moglie, comunico a tutti gli avventori di queste pagine che Gino non è più tra noi da questa mattina (22 di agosto del 2005). Ignoravo la gravità del suo star male, il riserbo e le poche occasioni di contatto con lui (telefoniche, intendo, al di la dei commenti sul suo blog) non ne permettevano di percepire appieno della sua malattia. La moglie, mi ha autorizzato a comunicare agli anonimi che gli hanno augurato questa fine, con macabro tempismo devo dire, che non è altrettanto malvagia dal fare nei loro confronti altrettanto. (io non avrei neanche replicato, ma tant'è).
Ho suggerito di raccogliere, in qualche modo (e se occorre, contando sulla collaborazione di chi come me lo stimava come uomo e come autore) le sue cose migliori (racconti, post e quant'altro) e dargli una veste adeguata mediante, se del caso, l'autopubblicazione. Ciao Gino, con tanto, tanto affetto. Giuseppe/Cletus
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#27   22 Agosto 2005 - 20:56
 
La prima volta che ci abbimo scritto mi hai detto –tu già sapevi che eri molto malatto-
“sai cosa è venuto in mente a me come immagine?
Gaetano Veloso che canta la cucaracha in quel film di Pedro Almodovar.
Una delle scene più dolci e rapacificanti che mi sia mai capitato di vedere.
Facciamo che ci siamo buttati nella stessa piscina, tu da una parte e io dall'altra e a mezza piscina ci siamo
detti "ciao" proseguendo poi per chissà dove?”

Io ti disse che non ricordava che si cantasse la cucaracha da nessuna pellicola di Almodóvar e che Caetano Veloso cantava cucurrucu Paloma, che è bellissima, poi mi domandai perchè scambiavi una canzone per altra, se la malattia sarebbe la cucaracha.


Ti scrisse per prima volta dopo di averte odiato intensamente tempo e tempo. Se tu parlavi, io saltavo. In zero seccondi. Ma decissi sapere di cosa era fatto quell’odio molto più collante di grandi amori se ripensavo. Per saperlo mi leggevo quasi tutto quello che scrivevi. E mentre leggevo, col passo degli anni, -entriamo in Holden nel 2000, credo; tu poco dopo di me- la tua scrittura si filtrava nella mia vita e alterava il mio sguardo sulle cose. Prima anche, avevo immaginato che Holden forum fosse una grande commedia, con te tra i capi sceneggiatori. Pensavo in più che ad un certo punto finirebbe la finzione e ti toglieresti la maschera e ci reveleresti la verità. Quale verità? Che ne so, una, qualcuna. Ho continuato a leggerti sempre così. Ogni storia, tutte le storie, erano resti di un copione luminosso, rivelazione segrete che dovrei svelare. Solo bastaba leggerti molto attentamente come un accelerattore di verità.

Non so se dove dirti tutto questo, -che in parte già sapevi da me- nel tuo blog, nel mio.
Peggio, ho pensato inviarti un sms e domandarti e mi dicevi tu cosa fare.
Il bello sembra farlo qua, è del tuo blog, una contribuzione nana alla compagnia di scrittura che desideravi.

Altra volta mi hai detto che io sempre stavo tipo nell’essilio. Era vero.

Ciao Gino.
Non so se il blog tuo qualcuno potrà fare cura di lui, lasciarlo andare ancora. Bene tua moglie, bene un amico come l’amico di Kafka che al posto di bruciare le sue cose, li publiccò.
Io mentre si possa verrò qua a leggerti, ti porto cose e li pulisci della lirica.
Salutami al tuo spiritu santo se si vedi
un abbraccio forte

Qua arde praticamente tutto: gli incendi che amavi (per guardargli da lontano)


un abbraccio ai tuoi


María Carrazoni
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#28   22 Agosto 2005 - 22:18
 
ciau Gino
ciau
Mario
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#29   23 Agosto 2005 - 08:35
 
L'altra sera (o una di quelle altre sere passate) eri seduto in terrazzo e io non posso pensarti che così. Fa troppo male, Gino, l'addio alla tua delicatezza. Un bacio
aida
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#30   23 Agosto 2005 - 08:38
 
un bacio forte e un abbraccio, alla persona più pulita che ho conosciuto qui.
lidia
utente anonimo

#31   23 Agosto 2005 - 08:52
 
un pensiero gentile e tanti ricordi di come sei passato di qui e nella vita fragorosamente, ma anche con delicatezza.
Se si può abbracciarti anche dove non ci sei, se si può ascoltarti anche dove sei, io sono qui e lo farò con affetto, sempre
un bacio
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#32   23 Agosto 2005 - 08:52
 
Cry if you want
I wont tell you not to
I won’t try to cheer you up
Ill just be here if you want me

It’s no use in keeping a stiff upper lip
You can weep you can sleep you can loosen your grip
You can frown you can drown and go down with the ship
You cry if you want to
Don’t ever apologize venting your pain
It's something to me you don’t need to explain
I don’t need to know why
I don’t think it’s insane
You can cry if you want to

The windows are closed
The neighbors aren’t home
If it’s better with me than to do it alone
Ills draw all the curtains and unplug the phone
You can cry if you want

You can stare at the ceiling and tear at your hair
Swallow your feelings and stager and swear
You could show things and throw things and I wouldn’t care
You can cry if you want to

I won’t make fun of you
I won’t tell any one
I won’t analyze what you do or you should have done
I won’t advise you to go and have fun
You can cry if you want to

Well it’s empty and ugly and terribly sad
I can’t feel what you feel but I no it feel bad
I no that its real and it makes you so mad
You could cry

Cry if you want to I won’t tell you not to
I won’t try and cheer you up
Ill just be here if you want me; to be
Near you
utente anonimo

#33   23 Agosto 2005 - 09:00
 
mi sono ricordata che non amavi i numeri e volevi i nomi.
ecco.
quel numero sono io, Laura di Vicenza, così, mi facevo riconoscere da te.
ciao ancora Gino
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#34   23 Agosto 2005 - 09:35
 
Bello questo blog... ci ripasserò e leggerò tutto con più calma.

*Shaista*
utente anonimo

#35   23 Agosto 2005 - 13:34
 
non mi è mai piaciuto come scrivevi,
ma insomma, che importanza ha?

ti farai un sacco di risate da lassù.
ciao asino.

malosso
utente anonimo

#36   23 Agosto 2005 - 13:40
 
Lo penserò a Bisanzio. Farò come
se avesse trovato quella Porta
che ci diceva esistere, in racconto
- ricordate? Quello coi ragazzi.
Farò come se fosse passato per la Porta
spalancata sul tempo che non passa,
- quella di cui diceva -
e avesse trovato un campo di neve intatta
coi passeri sulla mura in fondo.
Di che stupirsi.
Lo penserò Scrittura. Farò come
se avesse fissato troppo a lungo
la pancia delle rondini
una sera (una sera di queste).
Farò come se potessi ancora telefonargli
per dirgli una cosa che non avrei dovuto aspettare di dirgli:
che alla radio Tiziano Scarpa ha presentato il suo ultimo libro
e diceva qualcosa sul lirismo
- qualcosa che ti sarebbe interessato, Gino, e che volevo riferirti –
diceva qualcosa sulle rondini, diceva che si può,
anzi non si può fare a meno di
scrivere sulle rondini – ha detto proprio r o n d i n i, Gino,
e ho pensato che avesse letto il tuo post sulle loro pance,
e che parlasse per risponderti.
Ma certo tu già sapevi che si può,
che non si può fare a meno di
parlare delle rondini,
e per questo appunto…
Farò come se tutti questi “come se” non ti dispiacessero.
Come se tu me ne avessi dato licenza,
lasciandoli passare tra le maglie serrate
di una delle tue letture.

Ecco, vedi, stavolta
non hai chiuso la parentesi,
hai lasciato aperto l’inciso nell’inciso nell’inciso,
perché ti si possa sempre ritrovare


Giovanna, Misery

utente anonimo

#37   23 Agosto 2005 - 14:00
 
Gino,
sei stato l'attenzione
fatta persona;
la sei.
ti abbraccio.

paolo
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#38   23 Agosto 2005 - 17:06
 
ciao gino, qui sei rimasto come un uomo sulla terrazza sorpreso da una particolare qualità del silenzio al centro di un tramonto.
Eppure quante ore, quanta passione hai dedicato tu alle parole!
Per fortuna siamo in tanti a saperlo. Ma che cosa vuoi pensare. Desidero solo mandarti una rosa che è una rosa.
Ciao asino e buon viaggio se è un viaggio.
eleonora e hanna.
utente anonimo

#39   23 Agosto 2005 - 19:52
 
L'amicizia dà calore e luce alla vita. Tu mi hai dato calore e luce.
Ti mando pensieri d'affetto, tutto l'affetto che sapevi suscitare, con la tua gentilezza e la tua attenzione. Penso che il nostro affetto e il nostro pensiero servano, lì dove sei.
Spero che questo blog rimanga, per venirti ancora a rileggere, per rimanere in contatto.
Ciao

Pamela
utente anonimo

#40   23 Agosto 2005 - 22:38
 
Post -scriptum

Chi sono?
Da dove vengo?
Sono Antonin Artaud
e che io lo dica
come so dirlo
immediatamente
vedrete il mio corpo attuale
andare in frantumi
e ricomporsi
sotto diecimila aspetti
notori
un corpo nuovo
e non potrete
dimenticarmi
mai più.
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#41   24 Agosto 2005 - 09:04
 

Immensamente tristi, ciao Gino.


violet e foglio
utente anonimo

#42   24 Agosto 2005 - 10:30
 
è come averti conosciuto. grazie per le parole, la cura, la passione. buon viaggio, perché è un viaggio... cecilia
utente anonimo

#43   24 Agosto 2005 - 18:33
 
Provo dispiacere vero anche se Gino non lo conoscevo, avevo soltanto letto cose sue qui e altrove.
Un saluto affettuoso (anche se per forza di cose lontano) ai suoi cari.
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#44   24 Agosto 2005 - 19:02
 
Con immensa nostalgia posto qui la prima cosa che ho letto di Gino...

La tua rosa grigia

Nel giardino di Miss Templeton,la mattina,del 25 agosto 2002,fiorì una strana rosa fuori tempo,i cui petali avevano la consistenza di un velluto a trama grossa, e un colore acidoso e senza etica.Le si avvicinò con il suo sguardo miope e quella stramba cosa sembrava emanare un odore misto di cannella e nocciola.
Niente,non riusciva proprio a farsi venire in mente nessun altro tipo di rosa che corrispondesse a ciò che vedeva,lì davanti ai suoi occhi,grigia e melanconica eppure con quei suoi petali carnosi come se vi scorresse del sangue.
Oh beh,si disse,ne parlerò con Purfrock,Mr.Purfrock.
Ma mentre lo pensava quella rosa aveva cominciato a tremare e i suoi petali carnosi e grigiastri si erano come eretti mentre al centro una luce puntuta e intensissima si era messa a girare su se stessa velocissimamente producendo- pareva che venisse proprio dal suo cuore- una musica che Miss Templeton non aveva mai udito.I petali,poi,con quella musica avevano cominciato a diventare di rosso fiamma disperante.
Il pomeriggio,quando Miss Templeton raccontò la cosa a Mr.Purfrock, non seppe dire che cosa era accaduto.
Ma dietro quella sua faccia teneramente vecchia,rugosa,un po' slavata lei vedeva il suo cuore che danzava al centro di quella rosa di cui non sapeva il nome che non aveva mai visto prima e che non avrebbe mai visto dopo.
La notte,in sogno,le apparve Franz Kafka e,lisciandosi la dura corrazza chelatinosa e verde smeraldo con le zampette frenetiche,le rivelò il "Libro della Fantasia Esatta".
Ecco come fu che Miss Templeton entrò nel Castello.

/scritto per voi il mattino del 25 agosto 2002 mentre andavo nel mio giardino e ho visto una strana rosa grigia.../

sfinge
utente anonimo

#45   24 Agosto 2005 - 19:34
 
Gino rideva del fatto che questi moderni treni sigillati, senza un finestrino degno di tal nome, gli facevan paura.
Uomo per grandi spazi, uomo dal cuore profondo: uomo da Orient Express.
Stava bene in nero; quando ci siamo visti è stato sempre bel tempo.
Grazie, Asino.
Un abbraccio fraterno alla sua Compagna.

Piteco - Mionome
utente anonimo

#46   24 Agosto 2005 - 22:16
 
Non ci credo. Sono sconvolta. Aiutatemi. Non sapevo niente. Niente. Non è possibile. Volevo salutarlo. Non ci credo, ditemi che non è vero. Mario aiutami tu.


Lady Stasera Ascolta//Stefania


utente anonimo

#47   25 Agosto 2005 - 07:47
 
Per aiutarti, non so, Stefania,

dico che sarebbe buona cosa, per ricordarlo, costruire questo volumetto con le sue cose miglori, anche facendo eventuale colletta per spese stampa.
Mario Bianco
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#48   25 Agosto 2005 - 08:56
 
Nella tua unica e-mail mi scrivi che sei un imbranato doc. Avrei voluto contraddirti, ma ho taciuto, perché rischiavo di sembrarti iper- lirica e, questa volta, non me lo sarei perdonato. Ho sbagliato pensando di avere altre occasioni.
La tua perdita mi lascia il rimpianto di non avere avuto il tempo di trovare un punto di incontro. Confessarti quanto fossi affezionata a te.
Vorrei la tua stessa fede, asino, la consolazione dell’esistenza di qualcosa al di là del limite umano e la consapevolezza che queste mie parole sono superflue in quanto già le conosci .
Una dimensione dove non esistono addii, dove ci si saluta con semplici arrivederci.

Arrivederci asino.

vener


utente anonimo

#49   25 Agosto 2005 - 20:08
 
sono passato da franz e ho saputo. sto scrivendo e cancellando parole, ma vorrei solo testimoniare anche il mio dispiacere.
crisitano prakash dorigo venezia
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#50   26 Agosto 2005 - 06:56
 
http://www.matthiasgiger.ch/sounds/Apres_un_reve.mp3



g.
utente anonimo

#51   26 Agosto 2005 - 19:13
 
Ciao Gino.
Toni La Malfa
utente anonimo

#52   27 Agosto 2005 - 17:58
 
Gino, chau.
julia
utente anonimo

#53   28 Agosto 2005 - 21:08
 
Addio Maestro

GadjoDilo
utente anonimo

#54   29 Agosto 2005 - 10:49
 
Gino, buon viaggio.

Lorelai
utente anonimo

#55   29 Agosto 2005 - 18:08
 
Quando una persona ti entra nel cuore sta la', non importa quante volte l'hai incontrata, e dove: non importa se l'incontrerai ancora.
Il cuore e' una fortezza impenetrabile dal tempo e dagli eventi.

Io a Ginaccio voglio bene: e non solo io, com'e' giusto. Gino e' attento, paziente e ascolta col cuore: e dunque partecipa -prende parte, s'infiamma, s'appassiona.
Gino ama il teatro: e adesso gli han chiesto di recitare una parte nuova.
A noi che non capiamo e protestiamo, a noi tristi, sorride: e' solo una parte - una sfida! Impossibile rifiutare.

Questo e' il Gino combattivo che sta saldo fra i miei affetti: accanto, una rosa che non sfiorisce.

(un abbraccio strettissimo ai suoi cari).


(A Liuba)


utente anonimo

#56   29 Agosto 2005 - 21:00
 
caro Signor A.
un bacio dalla fata.
(tra note di Gould ed un brindisi a te ed alle tue amiche Eleonora, Giovanna e Maria)
utente anonimo

#57   29 Agosto 2005 - 21:22
 
non tutti gli uomini hanno le genziane in casa, scriveva lawrence, prima di morire.
ho appena comprato un libro piccolo
e le parole si sminuzzano
come vetri nel tempo.
il tempo ecco.
un piccolo volo.
perfino gli gli alberi
si sono fatti pesanti.
ma i venti...
ma gli spazi...
utente anonimo

#58   30 Agosto 2005 - 07:51
 
è passata la prima settimana, gino, sembra lunghissima.
ci vorrà del tempo prima di lasciare questo posto, e non tornarci più. a leggere le frasi dedicate a te.
penso tu sia polvere a mezz'aria, minuscole bricioline cangianti che ride o sorride di tutto questo, ormai.
forse sei l'unico che riesce a sorridere dall'alto, osservando curioso il mondo e noi, qui.
non so in che forma ti trovi, in che tempo e in che momento della tua vita, ti penso sospeso a mezz'aria a considerare la leggerezza delle cose.
e il nostro ancorarci inutilmente a vecchie sicurezze.
ti penso e penso a quello che hai scritto, perché di persona non ti ho conosciuto né visto.
non so ancora in che ambito potrò sigillare la tua perdita, il vuoto che è seguito, ma dovrò farlo.
per forza.
è doloroso ma è così.
lidia
utente anonimo

#59   30 Agosto 2005 - 10:59
 
Ciao Gino.
grazie per le cose che hai scritto.

[Bandini]
utente anonimo

#60   30 Agosto 2005 - 19:31
 
E' la prima volta che scrivo in questo blog, non ho mai scritto nulla, nemmeno una semplice frase del tipo bello quello che hai scritto o cose del genere, non l'ho mai fatto per un senso di riverenza nei confronti della tua scrittura, mi limitavo a leggere; ricordo le sporadiche incursioni in chat, dove invece non esitavo a salutarti scherzosamente:
Ciao Uomo Colto.
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#61   31 Agosto 2005 - 03:52
 
Una realtà talmente grande, inesprimibile.
Ognuno di noi ha un proprio vissuto e ricordi, di quanto fu Holden.
Ma, al di là delle passioni comuni, Gino è stato sempre un punto di riferimento altissimo per il forum.
E per chi ha avuto la gioia, l'onore, d'esserne amico.
Se c'è un Dio o libro, lui è lì vicino.
Anya


Shakespeare,S.65

Since brass, nor stone, nor earth, nor boundless sea,
But sad mortality o’versways their power,
How with this rage shall beauty hold a plea,
Whose action is no stronger than a flower?
O, how shall summer’s honey breath hold out
Against the wreckful siege of battering days,
When rocks impregnable are not stout,
Nor gates of steel so strong, but Time decays?
O, fearful meditation! Where, alack,
Shall Time’s best jewel from Time’s chest lie hid?
Or what strong hand can hold his swift foot back,
Or who his spoil of beauty can forbid?
O, none, unless this miracle have might,
That in black ink my love may still shine bright.


Se a bronzo o roccia o terra o quest’assoluto mare
luttuosa morte doma il pulsante lor vigore,
contro tal furia come può bellezza lottare
se gli atti suoi s’accendon più fiochi, d’aria e fiore?
Come il respiro estivo conserverà il suo miele
contro il furioso assedio dei giorni aspri, insistenti,
se non così inviolata è la rocca più fedele
né porta sì temprata che il Tempo non le annienti?
Incubo ed ossessione! Dove, potrai sfuggire
via al Tempo ed al suo scrigno, del Tempo gemme e ori?
Chi mai pugnace al Tempo d’isteria potrà guarire,
o chi vietargli che predi gli splendori?
Nessuno, ahimè, se in questo miracolo d’un verso
non brilli in nero inchiostro l’amore mio più terso.

[trad. di Gino Tasca]

utente anonimo

#62   31 Agosto 2005 - 08:32
 
Addio, Gino.
Mi mancheranno la tua scrittura, il tuo garbo da gentiluomo "d'antan" (uso apposta questo termine che penso ti sarebbe piaciuto), il tuo rigore morale.

Andrea (BarneyP.)
utente anonimo

#63   31 Agosto 2005 - 11:38
 
Gino tradusse per anni i sonetti di Shakespeare con metodo ed eleganza, gliene chiesi una selezione per BombaSicilia e me la spedì subito: http://www.bombacarta.com/bombasicilia/sonetti.pdf
Buona lettura
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#64   01 Settembre 2005 - 08:25
 
Avrei bisogno della traduzione di Gino del sonetto 32 da apporre nei commenti alla traduzione dello stesso, di Piumini, sul blog di Arden ( Anna Setari) poetessa, pure padovana.

grazie Mario
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#65   01 Settembre 2005 - 14:47
 
...non riesco ad andarmene da qui...lo sento vicino anche attraverso l' amore dei suoi amici...era mio padre...ha saputo esserci con la sua delicatezza e la sua forza. La mia bambina dovrà crescere senza poterlo ricordare, questa è forse, tra le tante, la cosa che più mi addolora. E lei ancora mi chide se torna il nonno gino, e io devo dirle di no. Non avrei mai voluto soffrire così tanto.
utente anonimo

#66   01 Settembre 2005 - 16:59
 
Se potessi in questo momento farti sentire, come fosse il fresco del vento quando fa caldo o il tepore di una coperta durante la notte, quando ti sono vicina e quanto spero che tutto questo diventerà dolce, sempre doloroso, ma dolce. Per me è stato così.
utente anonimo

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